BlackSolo

 

Il primo portale italiano sul mondo Black HipHop RnB.

NEWS

bla bla bla

Blacksolo.com

 

 

Fugees

Biografia Fugees

Siamo, come spesso accade, tra i banchi di una delle high school del New Jersey, la Columbia high school di South Orange, agli sgoccioli degli anni '80. I due amici Lauryn Hill e Prakazrel "Praz" Michel iniziano a fare musica insieme e mettono in piedi i Tranzlator Crew nome con cui si fanno conoscere nelle varie scuole dello stato.

A loro si aggiunge a breve il cugino di lui, Wyclef Jean. Ora le carte vincenti ci sono tutte. Il trio firma un contratto nel 1993 con la Ruffhouse/Columbia e omaggiano le loro radici haitiane divenendo i Fugees come abbreviazione di refugees, profughi haitiani. Un anno dopo esce il loro primo album “Blunted On Reality” che non ha nulla però del potenziale inespresso dei componenti. 

Siamo nel periodo di Dr. Dre e di scarsissime figure femminili più maschiacci che pin up, come Queen Latifah e le Salt and Pepa, del gangsta rap, della Death Row in cui l'immagine tipica dell'hip hop è data da canzoni trattanti sesso, armi, droga, scontri, materialismo, razzismo e cruda vita dei ghetti metropolitani in linguaggio rude misogino e ricco di drozen. Abitudine americana dal cinema alla musica è continuare per le strade battute quando si scoprono redditizie. Ma il problema sorge quando questa strada viene ribattuta a tal punto da creare opere scialbe, di artisti con altri nomi e altro vissuto fino ad un livello esponenziale in cui ogni nuova uscita annega nella conformità con il vecchio. Il problema sorge quando il genio creativo di persone con talento e un background musicale innovativo e personalissimo viene un attimo soggiogato in favore di tipiche campionature e sound tradizionale, di tanto rap unito a polveroso hip hop.  

Eppure già qualcosa di diverso nel primo lavoro dei Fugees si faceva notare. Riflettendo, da origini haitiane derivano musicalità afro e reggae, dalle conoscenze di Wyclef  l'arte di producer, strumentista e MC, dalla vita equilibrata di Lauryn, lo spirito di Bob Marley e la grandezza di Aretha Franklin, raffinatezza, dolcezza, educazione e riservatezza, aspetti così lontani dalle cattive ragazze dell'hip hop e che si riflettono in una musica specchio di quest'anima unica, in grado di parlare ad ogni platea e portare la musica black alle orecchie e al cuore della gente di ogni ambiente e razza. Questo unito alla riflessione profonda delle proprie aspettative del mondo, delle ansie e di importanti problemi socio-politici, facenti parte dei testi non enfatici ma molto sensibili e a tratti ironici, ci catapultano direttamente nella filosofia del loro capolavoro e secondo album “The Score”. È il 1996 e il gangsta rap e il suo credo “va avanti chi è il più forte” sembra un mondo a parte, lontano anni luce da questa opera. È un fiume nato da generi affluenti che si miscelano in modo omogeneo, creando un incastro perfetto tra r&b, reggae e influenze caraibiche in brani ricchi di melodia. E sono cover come “Killing me softly” e “No woman no cry” a trainare l'album e mostrare l'estrema versatilità artistica di Lauryn e la potenza della sua voce. Insieme altri singoli fortunati sono “Fu-Gee-La” e “Ready or not”, l'album riceve ben due Grammy: “Best Rap Album” e “Best R&B Performance by a Duo or Group”. 

Poi prima dello scioglimento arriva una chicca, per i fan più accaniti che vogliano nutrirsi di altro materiale nel periodo di assenza dalle scene: “(Refugee Camp) Bootleg Series EP” , ben otto remix di tracce prelevate dai precedenti album, in cui di rifanno sentire più autentiche che mai le radici rap del gruppo. 

A questo punto i tre prendono a lavorare alle loro carriere soliste. Vengono poi più tardi voci secondo cui questo scioglimento sia stato dovuto al cambiamento subito dai tre amici sotto la luce dei riflettori. L'indipendenza economica li rende più intolleranti e poco disposti a mediare incomprensioni e divergenti vedute musicali. 

Wyclef Jean

È il 1997. Il primo nato è dovuto a Wyclef Jean che un anno dopo consegna “The Carnival”, un concentrato di idee, allegorie carnevalesche, riferimenti culturali e musicali, un vero tributo insomma alle sue origini haitiane. Vende ben 2 milioni di copie, presentato da un singolo “We Trying To Staying alive” basato su sample di “Stayin' Alive” dei Bee Gees rielaborata in versione hip hop. Novità poi ballate come “Gone Till november”, ”Jaspora” e il folk caraibico di “Yelé”. Il successo sarà stato magari anche favorito dalle importanti collaborazioni, a cominciare dagli altri membri dei Fugees per continuare con il duetto di “Guantanamera” con Celia Cruz. Si affaccia poi al mondo della produzione per numerosi artisti come Santana, le Destiny's Child, Micheal Jackson, The Black Eyed Peas, fra gli altri, e collaborazioni con Cypress Hill, Sinèad O'Connor e i Neville Brothers, terminando con l'hit “Maria Maria” scritto e arrangiato per Santana. Nel 2000 realizza “The Ecleftic” trainato da "It doesn't matter" che lo vede accanto a sua sorella Melky e a The Rock rapper campione di wrestling, “911” in duetto con Mary J.Blige e “Perfect gentleman”. Questo album è prodotto insieme al cugino Jerry Duplessis. Da sottolineare:” Where Fugees at?”- una sorta di appello accorato nei confronti degli ex compagni Pras e Lauryn- e “Diallo” con il senegalese Youssou N'Dour canzone dedicata ad un fatto di cronaca a New York: la morte dell'immigrato africano Amadou Diallo, freddato per errore da 41 proiettili per mano di alcuni poliziotti, stesso episodio per cui Springsteen scrive American skin. E poi ancora Kenny Rogers, Pharoahe Monch e il campionamento di “O sole mio” per “Pullin me”.

Due anni dopo tocca a “Masquerade” e i pezzi “Knockin' On Heaven's Door”, What's New, Pussycat?, Two Wrongs (ospite Claudette Ortiz dei City Highs) e Oh What A Night. Questo lavoro però,con le sue tendenze pacifiste e antimilitariste,  non viene ben accolto dall'America post 11 settembre. Si riprende decisamente con “The Preacher's Son” del 2003, album tra i suoi migliori in cui tra le altre cose lascia ampio spazio ad ospiti d'eccezione come Santana, Patti Labelle (Celebrate), Missy Elliott (Party To Damascus), Buju Banton e i rapper Redman e Scarface.

Poi Sak Pasé Presents: Creole 101 (Welcome to Haïti) nel 2004 e 3 anni dopo Second Wind (TBR) con varie collaborazioni nell'intermezzo, come Hips don't lie di Shakira. 

Lauryn Hill

Per quel che riguarda Lauryn Hill, beh avrà realizzato meno progetti di Wyclef ma successo approvazione e rispetto non le sono certo mancati. Sopra tutti il suo primo album(1998), un'opera di perfezione, maestria, profondo legame con la musica e le varie culture mescolate, come se lei e solo lei senta, veda la musica come altri non sono in grado di fare, e realizza la sua raffinata opera “Miseducation of Lauryn Hill” con singoli come Doo-wop (that thing), seguito da Ex-factor e Everything is everything. Nel 2002 pubblica poi MTV Unplugged N. 2.0, lei con l'acustica realizza canzoni nuove, a dispetto del consueto unplugged. Ci sono Mr. Intentional e I Gotta Find Peace Of Mind. L'eccezione sono due cover, una delle quali So Much Things To Say è un tributo sentito nei confronti della musica e dello spirito di Bob Marley. Del 2007 invece “Call me ms. Hill”. 

Degno di nota in quanto a Pras è “Ghetto Superstar” il cui singolo omonimo, in cui è affiancato da Mya e Old Dirty Bastard, è in vetta alle classifiche per tutta l'estate 1998. Ma tralasciando il singolo l'album appare grezzo, bisognoso di molte rifiniture e nonostante il battaglione di ospiti (Wyclef e Canibus, Elton John, Elvis Costello, Sting, Mike Tyson e persino Donald Trump).l'album è un flop. 

Ma ora, tornando ai Fugees, nel 2003 esce il Greatest Hits e l'anno dopo iniziano a girare le prime voci di una possibile riunione in favore della creazione del terzo album del gruppo. Così rilasciato sulla rete il primo singolo “Take it easy”, nel 2006 esce “Reconciliation” dove si trovano dei Fugees diversi, con un sound moderno e una forza data probabilmente dalla maggiore consapevolezza di se stessi e delle proprie attitudini.

Discografia Fugees

  • Blunted on Reality (1994)
  • The Score (1996)
  • Refugee Camp - Bootleg Versions (1996)
  • Fugees - Greatest Hits (2003)
  • Reconciliation (2006)