E' il 1990 e nelle classifiche si affaccia il nome di quella che sarà la futura star delle scene musicali: corpo statuario, personalità egocentrica e voce da soprano, fraseggi su note altissime e un'estensione vocale fra le 5 e le 7 ottave, l'hanno resa la prima tra le "22 voci più belle della musica". Siamo al primo album, omonimo, "Mariah Carey" che arriva in vetta con 4 singoli: "Vision Of Love", "Love Takes Time", "Someday" ed "I Don't Wanna Cry". Grande successo che è arrivato a vendere 22.000.000 copie nel mondo. Ma la carriera di Mariah non sarà sempre così felice.
Il debutto fortunato,
l'apice e il crollo vertiginoso sono affiancati ad una vita che non ha nulla
da invidiare alla trama di un film.
Tutto inizia il 27 marzo del 1970 a New York quando Alfred Roy Carey (Nuñez
in origine), ingegnere aerospaziale afroamericano con origini venezuelane, e
Patricia Hickey, cantante lirica irlandese americana, accolgono la
terzogenita della loro famiglia dopo una decina di anni dalla nascita di
Alison e Morgan. L'adolescenza di Mariah venne segnata da violente
manifestazioni razziali e dal divorzio dei genitori. La madre Patricia si occupò della famiglia e della"crescita vocale" della figlia divenendo maestra di canto. Mariah iniziò ad
esibirsi da piccolissima negli spettacoli scolastici e a scrivere di suo
pugno canzoni fino a quando, diplomatasi alla Harbordfields High
School di Greenlawn dov'era nota come "Mirage"per la sua scarsa presenza, si
trasferì a New York. Dopo innumerevoli lavori e primi demo di suoi lavori
realizzati con Ben Margulies, diviene backing vocalist di Brenda K. Starr,
cantante dance-pop portoricana. Questo è il primo passo verso il successo.
Grazie a Brenda, Tommy Mottola, capo della Columbia Records, ascolta il demo
che gli rende noto il grande talento della cantante. Da qui il contratto
discografico con la Columbia e il suo esordio che ottiene due Grammy come
Migliore Nuova Artista e Migliore Cantante Femminile.
Passa un anno e Mariah si ritrova al primo posto con "Emotions" il cui album
omonimo, quasi totalmente auto-prodotto, non riscuote però tanto successo né
tra il pubblico né tanto-meno di critica.
Ancora timorosa nelle esibizioni dal vivo, appare per la prima volta in un
MTV Unplugged di cui è tratto l' "MTV Unplugged EP" del 1992.
Il 1993 è portatore di grande visibilità prima con il matrimonio con Tommy Mottola e poi con il boom discografico "Music Box" disco di diamante con 35.000.000 copie vendute e i singoli "Dreamlover" e "Hero" si aggiungono alla sfilza di numero uno. Con "Magic Box" arriva anche
il primo tour aspramente disprezzato dalla critica così come l'album,
considerato un'opera priva di anima, superficiale, immatura e in cui non si
trova di certo la massima espressione dell'artista.
Un duetto con Luther Vandross in "Endless Love" precede la pubblicazione di "Merry Christmas"(1994) trainato dal singolo "All I Want For Christmas Is
You" e diventa l'album natalizio più venduto.
Con "Daydream" del 1995 Mariah si rende conto della grande potenzialità
abbia l'uso di influenze da vari generi musicali quali R'n'B e Hip Hop nel
remix di pezzi crossover. Ciò si riflette nel grande successo di pubblico
negli States incrementate dal tour, sulla critica finalmente favorevole che
ne apprezza musicalità e testi, non più convenzionali e scontati, ed ottiene
anche ben 6 nomination ai Grammy. I singoli "Fantasy" "One sweet day"(con i
BoyzIIMen) e "Always be my baby" sono tutti numeri uno che la aiutano a
restare stabilmente nella Billboard Hot 100 per un anno intero.
Alla svolta artistica non corrisponde una ripresa nella vita personale. Dopo problemi legali per l'affidamento della figlia di sua sorella Alison eroinomane
malata di AIDS sopraggiunge il divorzio nel 1996 dal marito e manager Tommy
Mottola.
Poi è la volta di "Butterfly"(1997) che portando avanti il groove R&B e Hip Hop, con l'aiuto di Missy Elliot e P.Diddy, mostra anche un'immagine più ammiccante. Il successo non manca così come critiche positive. Inoltre dopo "Honey" il singolo "My all" è il tredicesimo singolo #1 in USA, un record.
Dopo aver lavorato alle colonne sonore di "Men In Black" e "Il Grinch" e l'esordio come attrice con il film Glitter, nel 1998 registra un duetto con
Whitney Houston per la colonna sonora de Il principe d'Egitto in "When you
belive". Nello stesso anno pubblica "#1's", raccolta di tutti i singoli numero
uno, che vende bene ma viene stroncata in una recensione di NME come"cantante zuccherosa con messaggi buonisti in canzoni mielose per ragazzine".
Dopo la storia con Derek Jeter, giocatore dei New York Yankees, la Carey ha una
relazione con il cantante argentino Luis Miguel e pubblica "Rainbow". Siamo
nel 1999 e con la fine del decennio "Heartbreaker"(con Jay-z) e "Thank God I
Found You"(con i 98 Degrees e Joe) consacrano Mariah Carey come l'unica
artista riuscita ad essere presente per ognuno degli anni novanta al primo
posto in classifica USA. Ma l'album vende ancora meno dei precedenti,
seguendo una corsa verso il basso che non risparmierà neanche i 4 album
seguenti.
Seguono tremende crisi in ogni aspetto della sua vita. Prima la rottura con la Columbia Records dopo essere stata premiata come "artista del decennio" da Billboard e aver ricevuto il World Music Award come "artista femminile del millennio". Poi la rottura con il fidanzato Luis Miguel. Ed infine la Virgin l'abbandona completamente rompendo il contratto a causa del totale flop della sua della sua settima opera "Glitter" colonna sonora del film omonimo che la vede sul grande schermo, subito seguita da "Greatest Hits" pubblicatodalla Columbia. Entra nella Island Records e fonda l'etichetta MonarC. Il primo album con la nuova etichetta (2002) non l'aiuta a rialzarsi dopo la burrasca a cui si aggiunge la morte del padre per cancro. "Charmbracelet" vende solo 6.000.000 copie e le critiche al suo stile non sono per nulla entusiastiche. I singoli "Through the Rain", "Bringin' on the Heartbreak" e "Boy (I Need You)"con Cam'ron passano praticamente in sordina.
La Carey va avanti continua a lavorare e mantenersi in piedi. Nel 2003 lavora con Busta Rhymes realizzando "I Know What You Want" singolo che viene poi raccolto in "The Remixes" ad opera della Columbia. Inizia una timida risalita, prima con il premio World Music Chopard Diamond Award per le vendite della sua carriera, ben oltre i 100 milioni di dischi nel mondo, e poi una stampa meno impietosa del solito nei confronti del Charmbracelet World Tour. Avvengono nel 2004 le collaborazioni che da qui a poco saranno fautrici della sua risalita trionfale. Si inizia con "U Make Me Wanna" insieme a Jadakiss continuando con "Say Something" realizzata in collaborazione con i Re Mida Snoop Dogg e Pharrell e sotto la produzione Neptunes "To The Floor" duetto con Nelly per concludere in bellezza nel 2005 con il nono album in studio "The Emancipation of Mimi" di produzione Jermaine Dupri, storico, e le svolte Kayne West e The Neptunes. Singolo di presentazione "It's Like That" seguito dagli altrettanto ben accolti "We Belong Together"(14 settimane #1) "Shake It Off"(seguiva al secondo posto) e "Don't Forget About Us" singolo che si aggiunge agli altri 16 della lista "#1".
La fortuna ha ripreso a girare e l'album viene premiato con ben 3 Grammy come miglior album R&B "We Belong Together" miglior canzone R&B e, grazie alla stessa, Mariah come miglior performance vocale femminile R&B. Questa instancabile cantante newyorkese è al lavoro per completare la sua nuova fatica discografica, attesa per questa primavera. Nel frattempo il 2007 le ha portato una stella sulla Hollywood Walk of Fame e l'ingresso nella Long Island Music Hall of Fame.